Quale conto bancario è quello giusto? Trucchi per risparmiare sui costi bancari
14 giugno 2026
Da ragazzo ricordo che mia madre ha sempre temuto l'idea di chiudere un conto in banca: si pensava che costasse, che fosse complicato, che fosse meglio lasciarci dentro sempre 50.000 lire "per sicurezza". Questi piccoli costi, insieme al rapporto personale che si creava con gli impiegati di banca, hanno trasmesso a molti (anche a me, per un po') l'idea che il rapporto con la banca fosse qualcosa di esclusivo, una specie di matrimonio finanziario.

La realtà è diversa: chiudere un conto è gratuito per legge in Italia (dal decreto Bersani del 2007, poi rafforzato anche a livello europeo), quindi cambiare banca o avere più conti può essere un'ottima strategia per risparmiare.
Una premessa, però: noi non possiamo cambiare le commissioni che la tua banca ti applica, ma possiamo aiutarti a capire come pagarne di meno. Oggi gran parte della gestione di un conto è fatta da un computer, quindi aprirne un secondo, spostare dei soldi o cambiare banca costa alla banca stessa pochissimo: è proprio per questo che c'è margine per risparmiare. In questo articolo vediamo i vantaggi (e qualche trucco) per risparmiare sui conti bancari.
1. Puoi avere tutti i conti che vuoi
Il rapporto con la banca non è esclusivo: puoi avere quanti conti vuoi, anche in banche diverse. Questo conta soprattutto se, per motivi pratici (un mutuo, un'azienda), hai bisogno di una banca "fisica" con sportelli, ma vuoi comunque risparmiare sui costi di gestione.
Molti conti online hanno costi bassi o nulli: il trucco è usare una banca "virtuale" come secondo conto, dedicato ai pagamenti di tutti i giorni. Fai un solo bonifico dal conto principale verso quello online e poi usa quello per le spese quotidiane.
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Ci sono banche che offrono forme di cashback, come Trade Republic, altre che offrono PagoPA gratuito, come Revolut, e altre ancora interessi sul conto o conti del tutto gratuiti, come BBVA: vale la pena confrontare un po' di opzioni con le proprie necessità.
Una cosa da considerare: l'assistenza di una banca solo online a volte non è reattiva come quella di una banca tradizionale con sportelli. Proprio per questo ha senso usarla come secondo conto, non come unico conto su cui far girare tutto.
L'altro problema, chiaramente, è che avendo più conti dovrai scrivere più righe quando farai la dichiarazione ISEE, o ricordarti quali conti hai... ma il risparmio é reale.
2. Diversificare
Avere più conti in banche diverse non serve solo a risparmiare sui costi: serve anche a diversificare, cioè a ridurre i rischi. In economia diversificare significa non mettere tutte le uova in un solo paniere, e per i conti bancari vale lo stesso discorso.
Quali rischi? Di diversi tipi. Ti ricordi quelle volte in cui una banca ha problemi informatici e per qualche giorno non si riesce a fare un versamento o un pagamento? O pensa a cosa succede se perdi la carta o le credenziali di accesso, se la banca fallisce e devi aspettare il rimborso, se hai più di 100.000€ su un conto (il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi garantisce fino a 100.000€ per depositante e per banca, non per singolo conto: se hai due conti nella stessa banca, il limite resta unico), o se, nella peggiore delle ipotesi, un truffatore riesce ad accedere a un tuo conto e a svuotarlo.
In tutti questi casi, avere più conti in più banche ti permette di "sopravvivere" mentre risolvi il problema su uno di essi: diversificare non elimina il rischio, ma lo rende gestibile. Lo vedremo meglio parlando del bollo: anche lì avere conti in banche diverse aiuta, perché la soglia di esenzione si calcola separatamente per ciascuna banca, non sul totale.
3. Conti cointestati: occhio all'eredità
Un conto cointestato sembra comodo per la coppia o per la famiglia, ma ha un rischio che vale la pena conoscere: se uno dei cointestatari muore, la banca blocca (in tutto o in parte, a seconda che la firma sia congiunta o disgiunta) la quota del defunto fino alla fine della successione. E quella quota, per legge, si presume divisa in parti uguali tra i cointestatari, a meno che tu non riesca a dimostrare di aver versato di più. Significa che, anche se i soldi sul conto erano in gran parte tuoi, una parte può restare bloccata e finire agli eredi dell'altro cointestatario, anche se non sono i tuoi.
Per questo, in generale, ha senso avere almeno un conto solo tuo, e usare un conto cointestato (magari a firma disgiunta) solo per le spese comuni, non per tenerci tutti i risparmi.
Un'alternativa spesso suggerita è la delega: dare a qualcuno la possibilità di operare su un tuo conto senza renderlo cointestatario. La delega si estingue automaticamente alla morte del titolare, quindi il delegato perde l'accesso al conto, esattamente come succede con la successione. La delega è comoda nella vita di tutti i giorni, ma non risolve il problema dell'accesso in caso di decesso del titolare: per quello, un conto cointestato a firma disgiunta resta la soluzione con meno blocchi.
Lo so, non è bello parlare di queste cose, ma è meglio pensarci ora che ne hai il tempo. Occhio però alla direzione: se il conto è tuo (sei l'unico titolare) e dai la delega a un tuo parente per farlo operare, in caso di decesso del parente non hai nessuna complicazione. Il conto è sempre stato solo tuo: quei soldi non sono mai entrati nella sua successione, quindi continui a operare normalmente, semplicemente perdendo la sua delega.
4. Cambiare banca è più facile di quanto pensi
A meno che tu non viva isolato, è probabile che vicino a casa tua ci siano diverse banche. Se la tua banca ti chiede costi troppo alti (per capirci, 10 euro al mese di conto sono tanti, soprattutto se ci aggiungi commissioni su qualunque cosa), vale la pena guardarsi intorno: basta dare un'occhiata ai siti delle banche vicine per farsi un'idea.
E cambiare banca è più semplice di quanto sembri: con la portabilità del conto corrente, la nuova banca è obbligata per legge a trasferire tutto (accredito dello stipendio, addebiti, bollette domiciliate) entro 12 giorni lavorativi, gratuitamente. Se ci mette più tempo, ti deve un indennizzo.
Oppure, se proprio non vuoi cambiare banca, ti ripetiamo che puoi sempre aprire un secondo conto gratuito: una volta al mese paghi un bonifico verso il tuo conto "di uso comune" e poi procedi gratuitamente.
5. Evita il bollo
Se il saldo del tuo conto non è costantemente vicino allo zero, potresti aver notato che ogni tanto la banca ti fa pagare una tassa, il bollo. Quasi tutte le banche te lo addebitano, anche se alcune te lo pagano loro (soprattutto sui conti per i giovani o come promozione). Per le persone fisiche, l'imposta di bollo sul conto corrente è di 34,20€ all'anno, ma si paga solo se la giacenza media (la media del saldo durante l'anno, non il saldo di un giorno preciso) supera i 5.000€, calcolata separatamente per ciascuna banca. Quindi se distribuisci i risparmi su più conti in banche diverse, restando sotto i 5.000€ di media in ognuno, puoi evitarlo del tutto.
Una nota se il conto è cointestato: la soglia resta 5.000€ in totale, non si moltiplica per il numero di cointestatari.
C'è anche un'altra esenzione, pensata per chi ha un ISEE basso: i "conti di base" sono esenti dal bollo a prescindere dalla giacenza (la soglia ISEE è cambiata più volte negli anni, quindi verifica quella attuale con la tua banca).
Numeri verificati a giugno 2026: 34,20€/anno per le persone fisiche sopra i 5.000€ di giacenza media. Per le aziende e gli altri soggetti diversi dalle persone fisiche il bollo è fisso (118€/anno dal 2026) e non c'è nessuna soglia di esenzione.
6. Guarda cosa ti offre davvero la banca
Alcune banche offrono bollettini postali gratuiti, altre danno interessi sulla liquidità del conto (il cosiddetto conto remunerato), altre fanno bonifici gratuiti, alcune scontano le bollette se le domicili, altre invece ti fanno pagare proprio la domiciliazione. Se fai diversi pagamenti al mese, queste piccole commissioni da 50 centesimi o 1-2 euro si accumulano e diventano significative nel tempo.
Se invece i soldi che vuoi far rendere non ti servono per i pagamenti di tutti i giorni, esistono anche i conti deposito: un prodotto diverso dal conto corrente, pensato apposta per i risparmi, spesso con interessi più alti. Ne parleremo meglio in un altro articolo.
7. Per il bollo auto, guarda la domiciliazione
Pagare il bollo auto dall'app della tua banca è quasi sempre gratuito, perché passa dal sistema PagoPA: non serve una banca speciale per questo. Il vero trucco è la domiciliazione: in Lazio, Lombardia e Campania, chi domicilia il pagamento del bollo auto ottiene uno sconto del 10-15%. Vale la pena controllare se la tua regione è tra queste (o se nel frattempo se ne sono aggiunte altre).
8. Non devi avere il conto con la banca che ti dà il mutuo
Per quanto le banche spesso applichino commissioni rilevanti sugli incassi, vale sempre la pena valutare se ha senso mantenere il conto con la banca del mutuo. Da un lato è più comodo per pagare la rata, dall'altro potrebbe costarti troppo in commissioni di gestione.
Attenzione però: molte banche applicano una commissione quando il pagamento della rata arriva da un conto aperto in un'altra banca, quindi fai bene i conti prima di spostare tutto.
9. Un secondo conto (o un conto deposito) per aiutarti a risparmiare
Questa non è una questione di commissioni, ma di testa: se sei il tipo di persona che spende quello che c'è sul conto solo perché c'è, un secondo conto o un conto deposito può aiutarti anche per questo.
L'idea è semplice: apri un conto "segreto", uno che non guardi quasi mai, e ogni volta che arriva uno stipendio o un pagamento sposti lì una parte dei soldi. Quando poi ti chiedi "lo compro o non lo compro?", il saldo che vedi sul conto principale è più basso e questo ti aiuta a farti riflettere. Non hai risolto nulla sulla carta, i soldi sono sempre tuoi, ma psicologicamente funziona: è un piccolo trucco, ma può aiutare.
Ti chiedi perché non spendere tutto, visto che si vive una volta sola? È vero, ma avere un po' di soldi da parte, anche solo per poter pagare un danno alla macchina o in casa, può aiutare molto: dà serenità e riduce lo stress del "se oggi non mi arriva quel pagamento sono finito".
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